Quanto costa un sito web per un ristorante?
Le fasce di prezzo reali per il sito di un ristorante, dal menu digitale alla prenotazione tavoli. E gli errori che costano più del sito stesso.
Scritto daAlessandro D'Auria
«E quanto mi costa il sito?» Ce lo chiede ogni ristoratore, di solito verso la fine della prima chiacchierata. La risposta onesta è che dipende da cosa deve fare quel sito. Una vetrina con il menu è una cosa. Un sito che prende prenotazioni da solo e parla inglese ai turisti è un'altra. Qui trovi le fasce di prezzo reali che diamo ai nostri clienti, e in fondo gli errori che vediamo più spesso.
Una premessa. Per un ristorante il sito lavora in coppia con la scheda Google, quella con recensioni, foto e orari. È lì che i clienti ti trovano. Sul sito, decidono.
Le fasce di prezzo
La vetrina con menu parte da circa 950 euro più IVA. Poche pagine fatte bene: il menu sempre aggiornabile (non un PDF), le foto, gli orari, la mappa e i pulsanti per chiamare o scrivere su WhatsApp. Per la maggior parte dei ristoranti è il punto di partenza giusto.
Il sito con prenotazione tavoli sta nella fascia media. Alla vetrina si aggiunge la prenotazione online, con conferme e promemoria automatici. In pratica: meno telefonate durante il servizio e meno tavoli vuoti per colpa dei no-show.
Il multilingua serve a chi lavora con i turisti, e da Pompei a Sorrento vale per quasi tutti. Un ospite straniero sceglie il locale che riesce a leggere. Il costo dipende da quante lingue servono e da quanti contenuti ci sono da tradurre.
Delivery e vendita online sono la fascia alta. Ordini, pagamenti, magari la vendita di vini o specialità in tutta Italia. Qui si entra nel territorio dell'e-commerce e il prezzo si costruisce sul progetto.
Le quattro fasce a confronto
| Vetrina con menu | Con prenotazioni | Multilingua | Delivery e shop | |
|---|---|---|---|---|
| Prezzo indicativo | da 950 € + IVA | fascia media | dipende dalle lingue | su progetto |
| Menu digitale aggiornabile | ||||
| Prenotazione tavoli online | ||||
| Lingue per i turisti | se serve | |||
| Ordini e pagamenti online | ||||
| Tempi indicativi | 3-5 settimane | 4-6 settimane | da valutare | su progetto |
Cosa deve avere per portare clienti
Cinque cose, in ordine di importanza. Un menu che aggiorni da solo in due minuti e che si legga bene dal telefono. La velocità su mobile, perché nove visitatori su dieci arrivano da lì. Il collegamento alla scheda Google e alle recensioni. Foto vere dei piatti e della sala, non quelle di repertorio. E un modo per prenotare al volo, che sia un modulo online o WhatsApp. Tutto il resto è contorno.
Menu digitale e QR code: cosa cambia davvero
Il menu col QR code è diventato normale, e come tutte le cose diventate normali si fa spesso male. Tre errori li vediamo ogni mese.
Il primo: il QR porta a un PDF. Sul telefono un PDF si apre lento, va ingrandito con le dita e in sala non si legge. Un menu digitale deve essere una pagina web, non un file.
Il secondo: il menu vive su una piattaforma esterna a canone. Il giorno che smetti di pagare, il QR stampato sui tavoli e sulle vetrofanie punta al vuoto. Se il menu sta sul tuo dominio, il QR resta tuo per sempre.
Il terzo è quello che costa clienti. Un menu su piattaforma esterna non porta niente al tuo sito. Quando qualcuno cerca «pizzeria a Pompei menu», Google mostra la pagina che ha in archivio: se quella pagina è di un servizio terzo, la visita finisce lì e tu non la vedi nemmeno.
Fatto bene, il menu digitale è una pagina del tuo sito che aggiorni tu in due minuti, con i piatti scritti in testo e non dentro un'immagine, e che si apre anche quando la sala ha una linea lenta. Costa poco perché è una pagina in più su un sito che già esiste.
Quanto costa un gestionale per ristorante
Sito e gestionale sono due cose diverse, e confonderle è la causa di metà dei preventivi che non tornano. Il sito ti porta i clienti. Il gestionale ti fa lavorare meglio quando i clienti sono già dentro.
In un ristorante le richieste sono quasi sempre tre.
Le prenotazioni. Un modulo sul sito che scrive su un calendario, con la conferma automatica e il promemoria al cliente il giorno prima. Le piattaforme di prenotazione fanno lo stesso lavoro, ma trattengono una commissione su ogni coperto: a fine anno quella commissione è spesso la voce più alta di tutta la lista.
Le comande. Il passaggio dalla sala alla cucina senza foglietti. Qui contano due cose: la velocità, e che funzioni col wifi che hai davvero, non con quello che dovresti avere.
Il magazzino e il costo piatto. Sapere quanto ti costa per davvero una portata, e accorgerti che una materia prima sta finendo prima che finisca. È la parte che i ristoratori chiedono per ultima e che di solito fa risparmiare di più.
Sul prezzo la differenza vera non è tra un software e un altro. È tra un gestionale in abbonamento, dove paghi un canone mensile per postazione e prendi le funzioni che ci sono, e un gestionale costruito sui tuoi processi, dove paghi una volta lo sviluppo e poi è tuo.
Il secondo conviene quando hai un modo di lavorare che l'abbonamento non prevede: più sedi, la produzione interna, un ciclo di ordini particolare, un magazzino che non somiglia a quello di nessun altro. Sotto una certa dimensione l'abbonamento resta la scelta ragionevole, e lo diciamo anche a chi ci chiede l'altro.
Noi lavoriamo sulla seconda strada, e i gestionali per ristoranti e hotel sono tra i progetti che seguiamo più spesso. Quanto costa dipende da quali di quei tre pezzi ti servono, e quello si capisce parlando mezz'ora, non leggendo un listino.
I costi ricorrenti
Dominio (dai 10 ai 30 euro l'anno), hosting e manutenzione. Un preventivo serio dichiara queste voci fin dall'inizio. Se non le vedi scritte, chiedile: le brutte sorprese abitano quasi sempre lì.
Gli errori che costano più del sito
Il primo è affidarsi solo ai social. Il profilo Instagram non compare su Google quando un turista cerca dove mangiare a Pompei. Il secondo è il menu in PDF, che dal telefono si legge male e per i motori di ricerca non esiste. Il terzo è dipendere dai portali che trattengono una commissione su ogni coperto. L'ultimo è il template già visto su cento altri ristoranti, che ti rende uguale a tutti proprio nel momento in cui un cliente sta scegliendo dove andare.
Quanto tempo ci vuole?
Per una vetrina con menu, dalle tre alle cinque settimane da quando il materiale è pronto. Il momento ideale per partire è la bassa stagione: così in primavera il sito è online e indicizzato, giusto in tempo per l'alta.
Con ristoranti e attività turistiche ci lavoriamo ogni giorno, tra Pompei, Sorrento e Napoli. Abbiamo curato il menu digitale di Amato Café e sviluppiamo gestionali su misura per l'HoReCa. Se vuoi capire in quale fascia ricade il tuo progetto, la consulenza è gratuita e il preventivo arriva scritto, con costi e tempi chiari.



