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SEO & GEO4 min di lettura

Come farsi trovare su ChatGPT (non solo su Google)

Sempre più clienti chiedono consigli a ChatGPT invece di cercare su Google. Ecco, in pratica, come fare in modo che l'AI citi anche la tua attività.

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come far comparire il proprio sito nei motori di ricerca chat gpt

Fai una prova: chiedi a ChatGPT «qual è una buona agenzia web a Pompei?» oppure «che gestionale uso per il mio caseificio?». Se nella risposta non compare il tuo nome, per quei clienti semplicemente non esisti. E sono sempre di più.

I numeri lo dicono chiaro: oggi circa il 60% delle ricerche su Google si chiude senza nemmeno un clic, e il traffico che arriva da ChatGPT, Gemini e Perplexity sta crescendo di oltre il 500% in un anno. La ricerca non è morta: si è spostata.

Cosa vuol dire «comparire» su ChatGPT

Conviene chiarirlo subito, perché comparire su un assistente non somiglia a comparire su Google. Su Google c'è una lista di risultati e una tua posizione dentro quella lista. Su ChatGPT non c'è nessuna lista: c'è una risposta scritta, e dentro quella risposta tu ci sei oppure non ci sei.

Ci si può stare in due modi. Come citazione con il link, quando l'assistente ha cercato sul web prima di rispondere. Oppure come nome dentro il testo, senza link, perché il modello ha letto abbastanza di te da saperlo già. Il secondo modo porta meno clic e più fiducia: chi arriva dopo aver letto il tuo nome in una risposta arriva convinto.

Non esiste un pannello dove leggere la tua posizione, e non esiste un modo per pagare e apparire. Si verifica a mano, chiedendo.

SEO e GEO: non sono la stessa cosa

La SEO serve a posizionarti nei risultati di Google. La GEO (Generative Engine Optimization) serve a farti citare dalle AI, che non mostrano un elenco di link ma costruiscono una risposta pescando da più fonti. Sono due cose diverse, e nel 2026 servono entrambe.

Cosa puoi fare già da domani

  • Rispondi alle domande vere. Le persone non chiedono più «siti web Pompei», chiedono «quanto costa un sito per il mio ristorante?». Scrivi contenuti che rispondono a quelle domande, con quelle parole.
  • Metti la risposta nelle prime righe. Le AI estraggono l'inizio. Vai dritto al punto, poi spiega.
  • Usa numeri e fatti. «Consegniamo un sito vetrina in circa un mese» pesa più di «siamo veloci e affidabili». Le AI citano i contenuti concreti e verificabili.
  • Cura le fonti esterne. Le AI cercano conferme: una recensione su Google, una menzione su un blog di settore, un profilo LinkedIn coerente valgono più di mille parole sul tuo sito.
  • Rendi il sito leggibile dalle AI. Dati strutturati, FAQ e un file come llms.txt aiutano i motori a capire chi sei e cosa fai.

Come controllare se ti citano già

Cinque minuti, e va fatto prima di qualunque altra cosa.

Apri ChatGPT e fai la domanda come la farebbe un cliente, non come la faresti tu. Non «Creja è una buona agenzia», ma «chi mi consigli per un gestionale in un ristorante in provincia di Napoli». Poi ripeti la stessa domanda su Gemini e su Perplexity, perché rispondono in modo diverso e pescano da fonti diverse.

Guarda due cose: chi viene citato, e da dove arriva la citazione. Quasi mai è il sito dell'azienda. Di solito è un elenco, un articolo scritto da altri, una discussione. Quelle fonti sono la mappa di dove ti conviene essere presente.

Rifai la prova ogni due mesi. Le risposte cambiano, e cambiano più in fretta delle posizioni su Google.

Non tutte le AI leggono il tuo sito allo stesso modo

ChatGPT, Perplexity e Gemini passano dal tuo sito con crawler diversi, ognuno col proprio nome. Se il file robots.txt li blocca, o se li lascia fuori in un contesto dove il comportamento predefinito è restrittivo, non ti leggeranno mai. Vale la pena aprirlo e controllare che GPTBot, OAI-SearchBot, PerplexityBot, ClaudeBot e Google-Extended non siano esclusi.

Poi c'è la AI Overview, il riquadro che Google mostra sopra i risultati. Quella è un'altra cosa e non si tratta allo stesso modo: pesca dalle pagine che ha già in archivio. Lì il lavoro classico sul posizionamento conta ancora, e conta soprattutto che la risposta alla domanda stia nelle prime righe della pagina e non in fondo.

Il contenuto che porta più clienti

C'è un dettaglio controintuitivo: dalle AI arrivano più clienti dalle pagine «a fondo imbuto» (prezzi, case study, confronti) che dagli articoli generici. Il motivo è semplice: chi chiede «quanto costa X» o «meglio X o Y» è già pronto a comprare.

Noi di Creja lo chiamiamo lavorare sulla GEO, ed è uno dei servizi che offriamo. Se ti va, scrivici e proviamo insieme a chiedere a ChatGPT della tua attività: vediamo cosa risponde oggi.

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